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lunedì 4 aprile 2011

and the tube says

Vado giù
poi risalgo
trattengo il fiato
per corse lunghe
e cose brevi
faccio strada
cammino
sprofondo
passo in mezzo
riemergo

mi lancio

vado, ritorno
mi fermo
attendo
[il mio turno
il tuo sguardo]
mi perdo
spingo
m'affanno
raggiungo
m'inganno
ti guardo.

mercoledì 10 febbraio 2010

parole

grondiamo di sudore e perplessità, apriamo il cielo con speranze fantastiche, saltiamo insieme verso il buio orrorifico, rinchiudiamo l'infanzia in una scatola chiusa e gettiamola nel fiume dei nostri ricordi obesi, dove si lascerà portare via dalla corrente, lontano dagli occhi, lontano dalla mente, così vivremo liberi dal mercato e sicuri da ogni turbamento





°Foto by me

sabato 26 settembre 2009

La quiete dopo la tempesta

Ogni cosa quella sera sapeva di poesia, anche se all'inizio sembrava non ve ne fosse per niente.
Lei guardava con il sopracciglio un po' inarcato un punto, lì in alto. Questo le conferiva un'espressione trasognata e misteriosa al contempo.
Sapeva che la guardavo, ma non incontrava volutamente il mio sguardo, semplicemente mi lasciava fare. Stavo però attento a non essere troppo invasivo, a non spogliarla del tutto insomma.
Non so cosa guardasse. Forse piccoli e brevissimi frammenti di luce che rendevano per un attimo visibili le nuvole scure, chissà.
Solo più tardi ne udii il rumore.

Iniziò timidamente, poi continuò ad intervalli irregolari, il ticchettìo diventò quasi rincuorante, fino a scrosciare che diolamanda, con tutta la violenza non sfogata per mesi.

Quando tornai alla mia donna, lei no, non era più lì: era andata ad asciugarsi al riparo d'un balcone. Strizzando la maglietta fradicia mi sorrise, per poi scomparire nel buio.
La pioggia cessò presto, lasciando un me stesso più svuotato ed un'erba più verde mentre la gente, uscita da improvvisati nascondigli, si avviava lentamente verso casa.



°Foto by Dà

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