giovedì 18 novembre 2010

l'interruttore


ovvero: piccolo componimento illustrato
per far sapere agli affezionati di questo blog che sono vivo



Vieni avanti, non ti fermare
Puoi deludermi ancora un po'

Sul mio petto c'è un interruttore
Che si accende solo per te


Spegnilo pure, ti basta un tocco
Tanto sono abituato ormai



Al sadismo della gente
Che non vuole placarsi mai


Forse è davvero colpa mia
Ché non ho mai terminato niente


Ché ho lasciato sentimenti a metà
Nei conduttori aperti della mente


Ma ora mi dici che senso ha
Dài non lasciarmi al buio così


Ho per la testa già troppi pensieri
Alla tua luce potrei abbandonarmi


Adesso non ci pensare, non ci pensare
Il tuo rancore lascialo andare


Tanto lo sai che non servo a niente
Se non sei
tu a darmi corrente



5 commenti:

GaLe ha detto...

Volevo essere il primo a dire, che non c'è niente, come l'amore. Aaah l'amore, ti prende ti sbatte e poi t'abbandona, ma poi ti riprende e ti sbatte più forte ed è tutto gusto, tutto piacere [di certe guasto], ed è tutto crear mescolare energia che fa d'amor lo spettacolo più bello che ci sia. Così ti concludo parafrasando Catone, che tu sia presa o spina, ti basta amare, e avrai l'amore

Lorenzo ha detto...

Come dice il filosofo:
"L'amore è merda."

SamanthaVon ha detto...

Tanto lo sai che non servo a niente
Se non sei tu a darmi corrente..

Lorenzo ha detto...

Così non vale. Dove sei?

Anonimo ha detto...

E' a dir poco stupenda!
ti mando un abbraccio, mi manchi...
buona fortuna
[con sconfinato affetto, la sangrigoli]

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