domenica 5 febbraio 2012

messaggio di fine blog alla nazione


Care amiche, cari amici [bloggers e non],

dopo circa tre anni d'onorato servizio [e neanche uno straccio di laurea] la tesi chiude. Ve lo dico così, senza giri di parole, ché non sopporto quelli che di colpo non si fanno più vedere o peggio che cancellano il blog senza dir nulla.
È giunto, insomma, il momento di seppellire l'elefante morto, ché quando è in mezzo al salotto e comincia a fare odore poi gli ospiti s'insospettiscono ed iniziano a tossire.
Ovviamente non cancello nulla ['sia mai], lascio tutto qui, a futura memoria. Sentitevi pure liberi di razziare e spacciare per vostro quel che volete, eh. Tranquilli, come foste a casa vostra.
Anzi: facciamo circolare le idee. Internet serve a questo.
Un grazie a tutti quelli che hanno seguitomi, commentatomi e spintomi a continuare fino ad ora. Credo che nella rete odierna non ci sia davvero più spazio per i blogs comunemente intesi, per quanto lodevole sia la scelta di chi continua ad aprirne di nuovi e a curarne i contenuti. Perciò tiro le tende, convinto che un domani ci rincontreremo in altri mondi, paralleli a questo, magari migliori. Nel frattempo, be', non piangete troppo.
Ai più morbosi segnalo il mio account su twitter [se non puoi combatterli...].
A tutti gli altri: Salute $oldi e Fica.

martedì 3 gennaio 2012

l'uomo


L’uomo non può permettersi di lasciare le cose così come stanno. Deve sempre apportare il proprio intervento. Chiaro, tempestivo, riconoscibile. In tal modo egli proclama la propria supremazia sul resto del mondo: applicando se stesso anche laddove, per convenzione o per natura, non gli competerebbe. È un’invadenza, questa, che lo differisce da ogni altra specie che abiti il ns. Pianeta. Non esiste, infatti, altro essere vivente con un tale e mal celato complesso d’inferiorità verso tutto ciò che lo circonda. E poi, quale altro animale picchia i propri simili per continuare a scavare buchi nelle montagne?



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