martedì 21 luglio 2009

Il bel personaggio [che avevo]


Mio nonno è sempre mio nonno, è sempre Ambrogio in ogni momento, voglio dire che non ha problemi di comportamento. Ma io non assomiglio ad Ambrogio, l'interezza non è il mio forte, per essere a mio agio ho bisogno di una parte.

Mettersi a nudo. Giungere allo stesso livello dell'interlocutore e fingersi vulnerabili, per poi colpire ed emettere la propria sentenza (Camus insegna).
Il fatto è, cari miei, che abbiamo la presunzione di pensare di 'essere', quando invece tutti recitiamo, in questo gioco perverso dell'affermazione dell'io, chi più spudoratamente e chi in maniera più ingenua a livello inconscio.
Se solo penso al bel personaggio che io stesso avevo creato e a quanto mi trovassi a mio agio nel metterlo in scena... Non smettevo mai, nemmeno quand'ero solo: non recitavo il personaggio, io ero il personaggio. E quanto mi veniva naturale! Affabile, comprensivo, intraprendente, pieno d'interessi, sognante e quindi distratto, simpatico un attimo prima di stufare, ma anche sicuro e deciso, sempre pronto a discutere di qualcosa, forse un po' troppo serio in apparenza, ma faceva tutto parte del gioco.
Non saprei confessarvi se effettivamente fosse un mio 'modo di essere' o se fosse più vicino al mio spirito, proprio non lo so; più o meno come voi non saprete mai se io provi davvero orrore nel pensare a ciò che ero e a ciò che facevo, oppure se stia recitando ancora una volta per esprimere questo concetto:

Se un giorno noi cercassimo chi siamo veramente, ho il sospetto che non troveremmo niente.


°Parti in rosso tratte da Il comportamento di Giorgio Gaber

1 commento:

ballerotta bohemien ha detto...

questa presenza d'assenza a me piace da matti...
l'inconsapevolezza della consapevolezza!!!

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